
Il Sigarone
Il Sigarone
Il Sigarone
Stato:
Stato:
Unbuilt
Unbuilt
Anno:
Anno:
2021
2021
Tipologia:
Tipologia:
Tipologia:
Mixed use
Mixed use
Dimensione:
Dimensione:
11.290 m²
11.290 m²
Cliente:
Cliente:
CIA Conad
CIA Conad
Ubicazione:
Ubicazione:
Ubicazione:
Ravenna
Ravenna





Il Magazzino ex SIR rappresenta una testimonianza di archeologia industriale di straordinaria rilevanza nel panorama architettonico e, in particolare, nel contesto ravennate. Si colloca nel cuore della Darsena di Ravenna, storico porto commerciale che ha vissuto un’intensa fase di sviluppo industriale fino al secondo dopoguerra e che oggi si trova al centro di un importante processo di riqualificazione urbana.
Costruito nel 1956/1957 dalla Società Interconsorziale Romagnola su progetto dell’ing. Elio Segala con la funzione di deposito di materiale finito sfuso, il Magazzino SIR partecipa, per la forma parabolica e per l’uso sperimentale del cemento armato, alla filosofia di Pier Luigi Nervi ampiamente esplicitata nelle sue opere, più o meno contemporanee al magazzino stesso. L’edificio racconta infatti la fortunata stagione del Novecento in cui ingegneria e ricerca formale si sono incontrate, portando ad una continua innovazione tecnologica nel trattamento dell’arco, vero tratto identitario della struttura.
Il Magazzino ex SIR rappresenta una testimonianza di archeologia industriale di straordinaria rilevanza nel panorama architettonico e, in particolare, nel contesto ravennate. Si colloca nel cuore della Darsena di Ravenna, storico porto commerciale che ha vissuto un’intensa fase di sviluppo industriale fino al secondo dopoguerra e che oggi si trova al centro di un importante processo di riqualificazione urbana.
Costruito nel 1956/1957 dalla Società Interconsorziale Romagnola su progetto dell’ing. Elio Segala con la funzione di deposito di materiale finito sfuso, il Magazzino SIR partecipa, per la forma parabolica e per l’uso sperimentale del cemento armato, alla filosofia di Pier Luigi Nervi ampiamente esplicitata nelle sue opere, più o meno contemporanee al magazzino stesso. L’edificio racconta infatti la fortunata stagione del Novecento in cui ingegneria e ricerca formale si sono incontrate, portando ad una continua innovazione tecnologica nel trattamento dell’arco, vero tratto identitario della struttura.
Il progetto di recupero di tutto l’edificio, vincolato alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, nasce con l’intento di tutelare la straordinaria spazialità interna e l’iconica forma del paraboloide: un ambiente di tale suggestione non necessita infatti di interventi invasivi; è la grandiosità dello spazio a vincere sul dettaglio. Il progetto risponde a questa sfida integrando nuove funzioni senza mai spezzare il volume originale. Un solo solaio separa il piano terra riservato al parcheggio, dal piano primo dedicato principalmente alle attività commerciali; al livello superiore invece la distribuzione avviene unicamente attraverso un sistema di passerelle fluttuanti, elementi d’arredo essenziali e quinte di verde. In questo modo all'interno del Sigarone l'esperienza visiva originale rimane protagonista: in ogni punto è percepibile l’immensità del grande vuoto spaziale e la vista delle sue caratteristiche storiche e archeologiche.
Il progetto di recupero di tutto l’edificio, vincolato alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, nasce con l’intento di tutelare la straordinaria spazialità interna e l’iconica forma del paraboloide: un ambiente di tale suggestione non necessita infatti di interventi invasivi; è la grandiosità dello spazio a vincere sul dettaglio. Il progetto risponde a questa sfida integrando nuove funzioni senza mai spezzare il volume originale. Un solo solaio separa il piano terra riservato al parcheggio, dal piano primo dedicato principalmente alle attività commerciali; al livello superiore invece la distribuzione avviene unicamente attraverso un sistema di passerelle fluttuanti, elementi d’arredo essenziali e quinte di verde. In questo modo all'interno del Sigarone l'esperienza visiva originale rimane protagonista: in ogni punto è percepibile l’immensità del grande vuoto spaziale e la vista delle sue caratteristiche storiche e archeologiche.
L'intero impianto progettuale si fonda sul dialogo costante tra il “dentro” e il “fuori”. L’edificio rinuncia alla sua storica natura di contenitore isolato per trasformarsi in un vero e proprio attraversamento urbano, un corridoio urbano da percorrere e vivere senza soluzione di continuità. Questa integrazione con la città parte proprio dalla scelta strategica di spostare i parcheggi all'interno del fabbricato, liberando una parte delle aree circostanti per creare un parco lineare attrezzato con zone di aggregazione all'aperto. Un sistema di rampe dedicate crea inoltre un collegamento diretto e naturale tra gli spazi interni, il nuovo parco e l'area verde sul lato Darsena, integrando l'architettura storica nel tessuto vitale del quartiere.
Il recupero e la rifunzionalizzazione di questo importante vuoto urbano genera un mix funzionale ricco e diversificato, teso a generare benessere sociale, nuove opportunità di lavoro e valore economico per la comunità. Servito da una rete di viabilità pedonale, ciclabile e carrabile completamente rinnovata, l'immobile si appresta ad accogliere spazi dedicati al commercio alimentare, negozi, ristorazione e bar, insieme ad una biblioteca e ad ambienti flessibili pensati per incontri, eventi e attività culturali.
L'intero impianto progettuale si fonda sul dialogo costante tra il “dentro” e il “fuori”. L’edificio rinuncia alla sua storica natura di contenitore isolato per trasformarsi in un vero e proprio attraversamento urbano, un corridoio urbano da percorrere e vivere senza soluzione di continuità. Questa integrazione con la città parte proprio dalla scelta strategica di spostare i parcheggi all'interno del fabbricato, liberando una parte delle aree circostanti per creare un parco lineare attrezzato con zone di aggregazione all'aperto. Un sistema di rampe dedicate crea inoltre un collegamento diretto e naturale tra gli spazi interni, il nuovo parco e l'area verde sul lato Darsena, integrando l'architettura storica nel tessuto vitale del quartiere.
Il recupero e la rifunzionalizzazione di questo importante vuoto urbano genera un mix funzionale ricco e diversificato, teso a generare benessere sociale, nuove opportunità di lavoro e valore economico per la comunità. Servito da una rete di viabilità pedonale, ciclabile e carrabile completamente rinnovata, l'immobile si appresta ad accogliere spazi dedicati al commercio alimentare, negozi, ristorazione e bar, insieme ad una biblioteca e ad ambienti flessibili pensati per incontri, eventi e attività culturali.


























Il Magazzino ex SIR rappresenta una testimonianza di archeologia industriale di straordinaria rilevanza nel panorama architettonico e, in particolare, nel contesto ravennate. Si colloca nel cuore della Darsena di Ravenna, storico porto commerciale che ha vissuto un’intensa fase di sviluppo industriale fino al secondo dopoguerra e che oggi si trova al centro di un importante processo di riqualificazione urbana.
Costruito nel 1956/1957 dalla Società Interconsorziale Romagnola su progetto dell’ing. Elio Segala con la funzione di deposito di materiale finito sfuso, il Magazzino SIR partecipa, per la forma parabolica e per l’uso sperimentale del cemento armato, alla filosofia di Pier Luigi Nervi ampiamente esplicitata nelle sue opere, più o meno contemporanee al magazzino stesso. L’edificio racconta infatti la fortunata stagione del Novecento in cui ingegneria e ricerca formale si sono incontrate, portando ad una continua innovazione tecnologica nel trattamento dell’arco, vero tratto identitario della struttura.
Il Magazzino ex SIR rappresenta una testimonianza di archeologia industriale di straordinaria rilevanza nel panorama architettonico e, in particolare, nel contesto ravennate. Si colloca nel cuore della Darsena di Ravenna, storico porto commerciale che ha vissuto un’intensa fase di sviluppo industriale fino al secondo dopoguerra e che oggi si trova al centro di un importante processo di riqualificazione urbana.
Costruito nel 1956/1957 dalla Società Interconsorziale Romagnola su progetto dell’ing. Elio Segala con la funzione di deposito di materiale finito sfuso, il Magazzino SIR partecipa, per la forma parabolica e per l’uso sperimentale del cemento armato, alla filosofia di Pier Luigi Nervi ampiamente esplicitata nelle sue opere, più o meno contemporanee al magazzino stesso. L’edificio racconta infatti la fortunata stagione del Novecento in cui ingegneria e ricerca formale si sono incontrate, portando ad una continua innovazione tecnologica nel trattamento dell’arco, vero tratto identitario della struttura.
Il progetto di recupero di tutto l’edificio, vincolato alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, nasce con l’intento di tutelare la straordinaria spazialità interna e l’iconica forma del paraboloide: un ambiente di tale suggestione non necessita infatti di interventi invasivi; è la grandiosità dello spazio a vincere sul dettaglio. Il progetto risponde a questa sfida integrando nuove funzioni senza mai spezzare il volume originale. Un solo solaio separa il piano terra riservato al parcheggio, dal piano primo dedicato principalmente alle attività commerciali; al livello superiore invece la distribuzione avviene unicamente attraverso un sistema di passerelle fluttuanti, elementi d’arredo essenziali e quinte di verde. In questo modo all'interno del Sigarone l'esperienza visiva originale rimane protagonista: in ogni punto è percepibile l’immensità del grande vuoto spaziale e la vista delle sue caratteristiche storiche e archeologiche.
L'intero impianto progettuale si fonda sul dialogo costante tra il “dentro” e il “fuori”. L’edificio rinuncia alla sua storica natura di contenitore isolato per trasformarsi in un vero e proprio attraversamento urbano, un corridoio urbano da percorrere e vivere senza soluzione di continuità. Questa integrazione con la città parte proprio dalla scelta strategica di spostare i parcheggi all'interno del fabbricato, liberando una parte delle aree circostanti per creare un parco lineare attrezzato con zone di aggregazione all'aperto. Un sistema di rampe dedicate crea inoltre un collegamento diretto e naturale tra gli spazi interni, il nuovo parco e l'area verde sul lato Darsena, integrando l'architettura storica nel tessuto vitale del quartiere.
Il recupero e la rifunzionalizzazione di questo importante vuoto urbano genera un mix funzionale ricco e diversificato, teso a generare benessere sociale, nuove opportunità di lavoro e valore economico per la comunità. Servito da una rete di viabilità pedonale, ciclabile e carrabile completamente rinnovata, l'immobile si appresta ad accogliere spazi dedicati al commercio alimentare, negozi, ristorazione e bar, insieme ad una biblioteca e ad ambienti flessibili pensati per incontri, eventi e attività culturali.
L'intero impianto progettuale si fonda sul dialogo costante tra il “dentro” e il “fuori”. L’edificio rinuncia alla sua storica natura di contenitore isolato per trasformarsi in un vero e proprio attraversamento urbano, un corridoio urbano da percorrere e vivere senza soluzione di continuità. Questa integrazione con la città parte proprio dalla scelta strategica di spostare i parcheggi all'interno del fabbricato, liberando una parte delle aree circostanti per creare un parco lineare attrezzato con zone di aggregazione all'aperto. Un sistema di rampe dedicate crea inoltre un collegamento diretto e naturale tra gli spazi interni, il nuovo parco e l'area verde sul lato Darsena, integrando l'architettura storica nel tessuto vitale del quartiere.
Il recupero e la rifunzionalizzazione di questo importante vuoto urbano genera un mix funzionale ricco e diversificato, teso a generare benessere sociale, nuove opportunità di lavoro e valore economico per la comunità. Servito da una rete di viabilità pedonale, ciclabile e carrabile completamente rinnovata, l'immobile si appresta ad accogliere spazi dedicati al commercio alimentare, negozi, ristorazione e bar, insieme ad una biblioteca e ad ambienti flessibili pensati per incontri, eventi e attività culturali.
Progetto architettonico:
Progetto architettonico:
Alessandro Bucci Architetti
Alessandro Bucci Architetti
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