
Casa Majorana 1
Casa Majorana 1
Casa Majorana 1
Stato:
Stato:
Completato
Completato
Anno:
Anno:
2007-2009
2007-2009
Tipologia:
Tipologia:
Tipologia:
Abitazione
Abitazione
Dimensione:
Dimensione:
428 m²
428 m²
Cliente:
Cliente:
Privato
Privato
Ubicazione:
Ubicazione:
Ubicazione:
Faenza (Ra)
Faenza (Ra)





L’edificio residenziale sorge a Faenza, in via Ettore Majorana, e fa parte di un piccolo contesto abitativo di nuova edificazione, composto da unità residenziali connesse a spazi per il lavoro. Questo nuovo aggregato si colloca tra i margini urbani costruiti e gli spazi aperti della campagna.
Il progetto nasce dalla lettura della varietà del contesto. Il tessuto urbano qui diventa più rarefatto, gli isolati più ampi e spesso carenti di una qualità insediativa. La vicinanza al territorio rurale però conferisce alla posizione un elemento di pregio. Il progetto interviene nel contesto conferendo una gerarchia, un’organizzazione spaziale e di funzioni, capaci di dialogare in maniera simbiotica con il vasto sistema territoriale. Lo sviluppo del tema residenziale rifiuta il modello della lottizzazione tradizionale, facendo della densità il suo punto di forza attraverso la definizione di una tipologia ibrida capace di coniugare differenti funzioni tra loro: casa-studio, casa-ufficio, casa-capannone.
L’edificio residenziale sorge a Faenza, in via Ettore Majorana, e fa parte di un piccolo contesto abitativo di nuova edificazione, composto da unità residenziali connesse a spazi per il lavoro. Questo nuovo aggregato si colloca tra i margini urbani costruiti e gli spazi aperti della campagna.
Il progetto nasce dalla lettura della varietà del contesto. Il tessuto urbano qui diventa più rarefatto, gli isolati più ampi e spesso carenti di una qualità insediativa. La vicinanza al territorio rurale però conferisce alla posizione un elemento di pregio. Il progetto interviene nel contesto conferendo una gerarchia, un’organizzazione spaziale e di funzioni, capaci di dialogare in maniera simbiotica con il vasto sistema territoriale. Lo sviluppo del tema residenziale rifiuta il modello della lottizzazione tradizionale, facendo della densità il suo punto di forza attraverso la definizione di una tipologia ibrida capace di coniugare differenti funzioni tra loro: casa-studio, casa-ufficio, casa-capannone.
Lo schema compositivo è semplice: una sequenza di volumi distribuiti su fasce perpendicolari alla strada. Questi vengono frammentati, traslati, avvicinati e allontanati reciprocamente articolando quattro unità abitative indipendenti, che mantenendo la loro identità specifica entrano in contatto e interferiscono reciprocamente in modo positivo, producendo nell’attrito gli spazi verdi privati. Il fronte su strada acquista dignità urbana attraverso lo spostamento del prospetto principale al primo piano. Il piano terra, maggiormente frammentato e arretrato rispetto al limite stradale, ritrova unitarietà nel muro bianco che delimita la proprietà, e costituisce naturale basamento del prospetto stesso. L’impluvio centrale dei volumi principali segna una contrazione verso l’interno della casa per poi volgere lo sguardo verso il paesaggio agricolo. Suggerisce un punto di gravità e, allo stesso tempo, una volontà di apertura verso l’esterno.
Lo schema compositivo è semplice: una sequenza di volumi distribuiti su fasce perpendicolari alla strada. Questi vengono frammentati, traslati, avvicinati e allontanati reciprocamente articolando quattro unità abitative indipendenti, che mantenendo la loro identità specifica entrano in contatto e interferiscono reciprocamente in modo positivo, producendo nell’attrito gli spazi verdi privati. Il fronte su strada acquista dignità urbana attraverso lo spostamento del prospetto principale al primo piano. Il piano terra, maggiormente frammentato e arretrato rispetto al limite stradale, ritrova unitarietà nel muro bianco che delimita la proprietà, e costituisce naturale basamento del prospetto stesso. L’impluvio centrale dei volumi principali segna una contrazione verso l’interno della casa per poi volgere lo sguardo verso il paesaggio agricolo. Suggerisce un punto di gravità e, allo stesso tempo, una volontà di apertura verso l’esterno.
L’abitazione al civico 1 costituisce la testata a sud, occupando il lotto di maggiori dimensioni. Si sviluppa in una sequenza di pieni e vuoti che, attraverso ampie superfici vetrate, terrazze e logge non tralascia alcuna relazione tra interno ed esterno. La percezione dello spazio interno è accentuata dal doppio volume che si interrompe poco prima della vetrata antistante il giardino. La sala da pranzo ha la sua quinta sul patio interno e la cucina trova il suo naturale prolungamento nella loggia sul giardino, che in copertura a sua volta è una ampia terrazza in continuità con la zona notte in vista sulla campagna.
L’abitazione al civico 1 costituisce la testata a sud, occupando il lotto di maggiori dimensioni. Si sviluppa in una sequenza di pieni e vuoti che, attraverso ampie superfici vetrate, terrazze e logge non tralascia alcuna relazione tra interno ed esterno. La percezione dello spazio interno è accentuata dal doppio volume che si interrompe poco prima della vetrata antistante il giardino. La sala da pranzo ha la sua quinta sul patio interno e la cucina trova il suo naturale prolungamento nella loggia sul giardino, che in copertura a sua volta è una ampia terrazza in continuità con la zona notte in vista sulla campagna.
















L’edificio residenziale sorge a Faenza, in via Ettore Majorana, e fa parte di un piccolo contesto abitativo di nuova edificazione, composto da unità residenziali connesse a spazi per il lavoro. Questo nuovo aggregato si colloca tra i margini urbani costruiti e gli spazi aperti della campagna.
Il progetto nasce dalla lettura della varietà del contesto. Il tessuto urbano qui diventa più rarefatto, gli isolati più ampi e spesso carenti di una qualità insediativa. La vicinanza al territorio rurale però conferisce alla posizione un elemento di pregio. Il progetto interviene nel contesto conferendo una gerarchia, un’organizzazione spaziale e di funzioni, capaci di dialogare in maniera simbiotica con il vasto sistema territoriale. Lo sviluppo del tema residenziale rifiuta il modello della lottizzazione tradizionale, facendo della densità il suo punto di forza attraverso la definizione di una tipologia ibrida capace di coniugare differenti funzioni tra loro: casa-studio, casa-ufficio, casa-capannone.
L’edificio residenziale sorge a Faenza, in via Ettore Majorana, e fa parte di un piccolo contesto abitativo di nuova edificazione, composto da unità residenziali connesse a spazi per il lavoro. Questo nuovo aggregato si colloca tra i margini urbani costruiti e gli spazi aperti della campagna.
Il progetto nasce dalla lettura della varietà del contesto. Il tessuto urbano qui diventa più rarefatto, gli isolati più ampi e spesso carenti di una qualità insediativa. La vicinanza al territorio rurale però conferisce alla posizione un elemento di pregio. Il progetto interviene nel contesto conferendo una gerarchia, un’organizzazione spaziale e di funzioni, capaci di dialogare in maniera simbiotica con il vasto sistema territoriale. Lo sviluppo del tema residenziale rifiuta il modello della lottizzazione tradizionale, facendo della densità il suo punto di forza attraverso la definizione di una tipologia ibrida capace di coniugare differenti funzioni tra loro: casa-studio, casa-ufficio, casa-capannone.
Lo schema compositivo è semplice: una sequenza di volumi distribuiti su fasce perpendicolari alla strada. Questi vengono frammentati, traslati, avvicinati e allontanati reciprocamente articolando quattro unità abitative indipendenti, che mantenendo la loro identità specifica entrano in contatto e interferiscono reciprocamente in modo positivo, producendo nell’attrito gli spazi verdi privati. Il fronte su strada acquista dignità urbana attraverso lo spostamento del prospetto principale al primo piano. Il piano terra, maggiormente frammentato e arretrato rispetto al limite stradale, ritrova unitarietà nel muro bianco che delimita la proprietà, e costituisce naturale basamento del prospetto stesso. L’impluvio centrale dei volumi principali segna una contrazione verso l’interno della casa per poi volgere lo sguardo verso il paesaggio agricolo. Suggerisce un punto di gravità e, allo stesso tempo, una volontà di apertura verso l’esterno.
L’abitazione al civico 1 costituisce la testata a sud, occupando il lotto di maggiori dimensioni. Si sviluppa in una sequenza di pieni e vuoti che, attraverso ampie superfici vetrate, terrazze e logge non tralascia alcuna relazione tra interno ed esterno. La percezione dello spazio interno è accentuata dal doppio volume che si interrompe poco prima della vetrata antistante il giardino. La sala da pranzo ha la sua quinta sul patio interno e la cucina trova il suo naturale prolungamento nella loggia sul giardino, che in copertura a sua volta è una ampia terrazza in continuità con la zona notte in vista sulla campagna.
L’abitazione al civico 1 costituisce la testata a sud, occupando il lotto di maggiori dimensioni. Si sviluppa in una sequenza di pieni e vuoti che, attraverso ampie superfici vetrate, terrazze e logge non tralascia alcuna relazione tra interno ed esterno. La percezione dello spazio interno è accentuata dal doppio volume che si interrompe poco prima della vetrata antistante il giardino. La sala da pranzo ha la sua quinta sul patio interno e la cucina trova il suo naturale prolungamento nella loggia sul giardino, che in copertura a sua volta è una ampia terrazza in continuità con la zona notte in vista sulla campagna.
Progetto architettonico:
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Alessandro Bucci Architetti
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Progetto strutturale:
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Marco Peroni Ingegneria
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Progetto impiantistico:
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Studio Energia
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Fotografie:
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©Alessandro Ciampi | ©Alessandro Bucci
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Pubblicazioni:
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ItaliArchitettura 7 | Architetture Faenza | Figura e Paesaggio nell'architettura italiana | Se-r
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